Colore o Bianco e Nero?

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Colore o Bianco e Nero?

Premessa:
Affinché un’immagine possa veicolare un messaggio, questa deve essere elaborata dal cervello e per fare questo deve passare per gli occhi.

“Ovvio!”, direte voi.
Beh, mica tanto.

Questo perché ci portiamo dietro, nella parte più primitiva del cervello, una serie di meccanismi che condizionano la visione e che fanno in modo che alcune “informazioni” attirino di più la nostra attenzione di altre.
Siamo attratti in maniera istintiva verso alcuni colori come il rosso, il giallo o l’arancione, ad esempio, perché quando eravamo “bestie” ci permetteva di notare le piante e gli animali velenosi…e siamo attratti in maniera istintiva dalle zone più chiare rispetto a quelle più scure.

Il tutto avviene in maniera automatica ed inconscia e non è controllabile…ovviamente, una volta immagazzinate, queste informazioni vengono “passate” alla parte superiore della corteccia e vengono elaborate in maniera conscia, permettendo l’espressione di un giudizio sull’immagine, ma ormai “il danno” è fatto.
Ossia alcune parti dell’immagine che hanno attirato l’attenzione maggiormente saranno elaborate in maniera differente dalle altre e quindi ci risulteranno spiccare rispetto, magari, a zone con informazioni più importanti per il messaggio fotografico ma che non attirano il cervello allo stesso modo.
Ecco che magari abbiamo ripreso un gruppo di persone che stanno facendo qualcosa, e questo fare passa in secondo piano perché uno del gruppo ha una maglia rosso acceso che attira e blocca su di lui lo sguardo; oppure possiamo sfruttare questo per guidare l’occhio verso la zona dove avviene l’azione, o ancora, dare all’immagine una tonalità che agisca a livello inconscio ed aiuti, insieme alla foto, a dare un certo “sapore” alla foto.

A questa visione inconscia, c’è poi da aggiungere tutta la valenza culturale che hanno assunto i colori nel corso della storia.
L’esempio più chiaro è quello del rosa=femminile azzurro=maschile, nato per scopi commerciali negli anni 50/60. Ecco che possiamo ad esempio inquadrare una carrozzina con un dettaglio rosa per far capire che dentro c’è una bambina o, come succede molto spesso, possiamo prendere una bimba, vestirla con abiti con dettagli azzurri per farla passare per maschietto o viceversa. Stiamo comunicando un qualcosa senza in realtà farne vedere la vera natura.

Quindi, come avrete capito, i colori hanno un’importanza fondamentale nella lettura e comprensione di un’immagine, sia a livello inconscio che a livello conscio.

Togliere quindi questi riferimenti al nostro cervello, può, secondo voi, cambiare la valenza di un’immagine?
Ovviamente si.
Il cervello non avendo più punti di riferimento “colorati” è costretto ad analizzare un’immagine in un’altra maniera, con meccanismi totalmente differenti, è portato, per nostra scelta, a considerare importanti zone che a colori sarebbero passate in secondo piano o, al contrario, possiamo “nascondergli” zone che a colori sarebbero state rilevate come importanti ad un primo sguardo…

Questo, ovviamente, non significa che un’immagine a colori sia migliore o peggiore di una a bianco e nero, ma semplicemente che ha una valenza comunicativa totalmente diversa, si basa su livelli differenti rispetto ad una in scala di grigi.
Quindi, quando vogliamo convertire un’immagine in bianco e nero o vogliamo esaltare un colore in una immagine a colori, cerchiamo di tenere presente questo mentre lo facciamo perché potremmo cambiare totalmente il messaggio che volevamo comunicare quando abbiamo scattato, oppure celarlo completamente.

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